Recensione su Flash Magazine
DIVISIONE SYPHON
“We Take It Atomika”
(Nagual Rec./Nomadism)
VOTO: 70
PER CHI ASCOLTA: Post-punk, rock, CCCP/CSI meets Klimt 1918
“La Divisione Syphon è un distaccamento partigiano di artisti post-industriali impegnato nella guerra di resistenza contro il nulla che avanza nel mondo giovanile emiliano”. Questa è la prima, senza dubbio interessante e pretenziosa, definizione che ritroviamo nella biografia dei Divisione Syphon e che rappresenta l’intento teorico alla base della composizione di “We Take It Atomika”. L’act di Reggio Emilia mantiene, in parte, le promesse con un lavoro complesso, figlio di un’epoca politico-sociale nebulosa e tristemente tendente al nulla come quella che stiamo vivendo. Durante l’ascolto dell’album, si coglie immediatamente l’ostentata influenza dei CCCP (e dei CSI), le cui sonorità sono talmente presenti nelle singole canzoni da rasentare il plagio (“Reggio Emilia non è più la stessa” e “Splendido Giovedì” sono due esempi lampanti). La voce ipnotica e urlata, le atmosfere tese e le liriche tutt’altro che disimpegnate: tutti elementi che richiamano limpidamente alla mente la storica band di Giovanni Lindo Ferretti. Tuttavia, i Nostri virano spesso verso la solarità malinconica, soprattutto a livello strumentale, di un gruppo come i Klimt 1918, dando quindi un’interpretazione, per così dire, diversa del post-punk in questione. Sebbene vi sia ancora molto da fare per poter raggiungere livelli qualitativi di un certo spessore, “We Take It Atomika” è un discreto inizio, che piacerà soprattutto agli adepti dei più volte menzionati CCCP. (Davide Sisto)
MASSIMA ALLERTA: la generale capacità di creare tensione sonora
COLPO DI SONNO: mancanza di originalità

